mercoledì, 31 gennaio 2007

Poche erano le date interessanti nella mia scarna agenda e oggi era uno di quei giorni... Invece, grazie alla banalità e ipocrisia di alcune persone che mi circondano, odio anche la data del mio compleanno.

I bilanci servono per decidere cosa lasciarsi alle spalle e cosa portare nella corsa inesorabile verso la fine del pozzo, nel buio assoluto del niente. Il 2006 è stato un anno da cancellare, dove l'unica soddisfazione è stata la moto. Il 2007 è iniziato nel peggiore dei modi, proprio per questo mi sono imposto un mantra da ripetere ossessivamente: NIENTE E NESSUNO MAI PIù.

Il mio bilancio dice che rimarrò solo, la fatidica "Donna della mia vita" non è mai apparsa, ma questo non sarebbe il problema più grave. Per le esigenze sessuali esistono le prostitute, per le cose serie gli amici....

Ma chi sono gli amici? Quelli che non vedi quasi mai, che però sanno esattamente come sei... Quelli che vedi sempre e ti chiedono mille volte le stesse cose perché quando parli non ti ascoltano?

Ma parliamo del piccolo macrocosmo che è messenger: sono forse amici coloro che ti bloccano e sbloccano come se niente fosse? Che motivi avrebbero, dato che io non sono esattamente una persona invadente?

Non è bello chiedere regali, ma vorrei che queste persone avessero un minimo di palle (almeno per una volta nella loro vita) per cancellarmi dai loro contatti: io farò lo stesso con i loro indirizzi e cellulari... mi sono rotto di preoccuparmi di persone che mi trattano da imbecille e si nascondono dietro a mille scuse. Questo sarebbe un bel regalo!

Bel modo di festeggiare il compleanno... del resto, sono le conseguenze della Malattia. La Malattia che mi tiene per dei fine settimana interi in stato catatonico senza bere e mangiare, sdraiato sul divano a fissare il vuoto e che nessuno vuole riconoscermi... La Malattia che ora mi fa odiare anche la data del mio compleanno. La Malattia, che come unica eredità lascia un grande odio, prima di tutto verso me stesso e la mia inutile stupidità di vivere.

Inizio una nuova vita nel mio Universo Tangente, dal quale uscirò sempre più raramente.

Percorro con calma i gradini che portano al fondo del pozzo, dove incontrerò tutti i miei fantasmi e con i quali lotterò perché non vedano mai la luce.

Proteggo l'umanità, anche coloro che mi hanno ferito e continuano a farlo, perché le mie ferite sono troppo dolorose per essere curate...

e posso farlo perché sono Donnie Darko...

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venerdì, 22 dicembre 2006

Il Santo Natale si avvicina. La Magica Notte, unica festa universale conosciuta, sarà celebrata in ogni angolo della Terra, anche nel borgo più remoto e nel villaggio più nascosto. Per questo motivo, e di buon grado, mando quindi il Buon Natale a quel paese!

Auguro di cuore Buon Natale...

  • ai VERI AMICI e VERE AMICHE, che mi hanno dato conforto e affetto...solo quando faceva comodo a loro. I miei nemici sono stati più leali e corretti, evitando di prendermi per il cu*o
  • ai mariti e padri amorosi, professionisti stimati e riveriti che festeggiano il Santo Natale nel tenero antro famigliare, con il cuore pieno di affetto paterno... e il portatile di lavoro pieno di film porno
  • a tutte le persone buone, che aiutano il prossimo arrivando al puro sacrificio personale di mandare un sms a Telethon solo perché siamo a Natale. Il mondo ha bisogno di voi... sottoterra come concime
  • agli psicanalisti, che nasconodo con l'invidia del pene del paziente, la loro invidia per la laurea in medicina. Unico transfert stabilito da queste chimere, esseri metà medici e metà ciarlatani... il passaggio di euro dalla vostre tasche alle loro

Con estrema letizia mando il Buon Natale A QUEL PAESE, perché anche il 25 dicembre... si muore!

PS: le rare persone veramente in "CONTATTO" con me (nella realtà così come sul web) capiranno le mie parole. E senza retorica, i miei scarsi, ma sinceri pensieri positivi, sono dedicati esclusivamente a loro...

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categoria:pensieri
mercoledì, 18 ottobre 2006

Memorandum: la fine

Amici/che etc etc...
 
ho detto che vi spiegavo. Semplice.
 
Il testo recita:
Oggi mi sono ferito
Ho pensato solo al dolore
L'unica cosa reale
 
Pensateci: quando provate dolore, sapete descrivere esattamente il punto dolorante e la sensazione.
Se invece vi innamorate non siete in grado di spiegare cosa vi succede e cosa sentite, in preda a una strana euforia.
 
Ergo, cari lettori/detrattori/ammiratori è inutile poetizzare la vita oltre il lecito: il dolore esiste, l'amore no e vi basta guardare la realtà che ci circonda per capire che purtroppo è vero...
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categoria:diario
mercoledì, 18 ottobre 2006

History of J

La natura, o meglio il processo evolutivo degli esseri viventi, porta alcuni organismi a svolgere compiti specifici e alcune specie animali a primeggiare in determinati ambienti, ma le condanna a essere lente e impacciate in altri.
 
J è un essere umano con una singolare capacità: conosce solo l'infelicità. Non era nato così: come tanti bambini giocava e rideva e credeva che la vita avesse un senso superiore e nascosto, da scoprire giorno per giorno. Come succede nelle peggiori favole, J incontrò delle persone e assistette a eventi che intaccarono le sue convinzioni, spegnendo il suo sorriso e la fiducia nel prossimo fino ad allora, incondizionati. Crescendo, J si accorse di aver appreso molte cose, ma invece di imparare ad amare, aveva imparato a riconoscere l'infelicità ovunque essa si nascondesse.
 
Quando ammirava un'opera d'arte, andava subito a trovare la breccia nel muro, o la scheggia nel marmo. Quando ammirava una donna affascinante, andava subito a notare la minuscola smagliatura nelle calze o la piccola ruga nascosta o la piccola imperfezione nei piedi, dei quali J era adoratore. Ogni cosa vedesse perdeva x lui bellezza, ogni persona conosciuta rivelava le sue miserie e debolezze. J cercava nelle altre persone la guida che non aveva trovato da bambino, ma è un dato di fatto che nessuno è perfetto, quindi J rimase a crescere solo, allevato e istruito da sè stesso e dal caso.
 
J iniziò a vivere da solo perché quella era la sua normale condizione e ogni sera, prima di coricarsi, pregava. Ma la sua era una religione speciale: infatti prima di dormire, pregava la Morte di portarlo con sè nel sonno, sperando di non rivedere la luce del mattino successivo. Tutti i risvegli erano per lui un'enorme delusione, ma tanto pregò e implorò che la Nera Signora, mossa a compassione, decise di esaudirlo.
 
Una notte d'estate, chiara calma e decisamente gradevole, la Morte andò a trovare J e lo trovò seduto sul bordo del letto, chiaramente illuminato dalla luna, con lo sguardo intento verso orizzonti troppo lontani per lui. E la Morte, bellissima signora dai lunghi capelli neri mossi, lei si perfetta, lo guardò dai suoi occhi verdi ghiaccio ed ebbè pietà di lui.
Se lo avesse preso con sè, avrebbe fatto passare a J l'unico momento felice della sua vita, ma come ho detto, J conosceva solo l'infelicità e così successe anche quella notte...
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martedì, 19 settembre 2006
Amici (si fa x dire ovviamente. Un po' come dire sorella a una suora insomma...) Leggetevi le parole del signor Trent Reznor che i meglio informati conosceranno con il nome d'arte, cioè Nine Inch Nails... Giusto per fare il saputello, i chiodi da 9 pollici sono quelli che hanno usato per inchiodare il Cristo alla croce. Perchè vi chiedo questo enorme sforzo (dal quale sono esentati i geometri)? Perché ha suscitato 1 dei miei tanti pensieri impensabili per 1 mente normale, ma normali nella mia anormalità (semplice no)? Però ora è solo abbozzato e poi ho il capo che mi gira alle spalle, ma in settimana vi farò sapere, anzi leggere...promesso!
 
I hurt myself today
to see if I still feel
I focus on the pain
the only thing that's real
the needle tears a hole
the old familiar sting
try to kill it all away
but I remember everything

what have I become?
my sweetest friend
everyone I know
goes away in the end
you could have it all
my empire of dirt
I will let you down
I will make you hurt...
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giovedì, 07 settembre 2006

Notte 15558 ore 4.05 luna piena, caldo afoso...

Rumori dal piano inferiore, una finestra che cigola, rotola una bottiglia di plastica. Un essere si avvicina camminando senza rumore e senza ombra. Non vedo nessuno ma è in cima alla scala, si dirige verso di me. Ormai è nella stanza

Stanco, svogliato, insonne, accendo la luce come se tutto fosse normale: sto sognando. Ma non si può sognare in una notte senza sonno, è così semplice da capire. Quindi sono sveglio, la luce è veramente accesa, i punti luminosi che mi fissano sono gli occhi della gatta della vicina. Timida, si vede scoperta e scappa. Spengo la luce, tutto rientrato nella normalità

Notte 15558, ore 4.11 luna piena, caldo opprimente...

I due punti luminosi mi fissano dal soffitto, vedo indistamente 8 zampe. Troppo pelose, sono il doppio di quelle che ha di solito la gatta della vicina. I due punti luminosi precipitano verso di me

Luce spenta
Non è la ragnatela che mi avvolge a impedire i movimenti, 
ma solo il primo effetto del veleno che a breve bloccherà anche i miei pensieri

Notte 15558 ultima notte...

postato da: Lorient alle ore 11:35 | Permalink | commenti
categoria:diario
lunedì, 04 settembre 2006

Questa è la favola di un Anello, di una Maga, di una Persona, di un omino piccolo piccolo e come tutte le favole, è frutto di pura fantasia.

C'era una volta un Anello molto bello, chiamato Anello delle Stelle, che passava di mano in mano portando la speranza a chi aveva la fortuna di trovarlo. Questo Anello era nato nell'antro di una Maga che lo aveva creato per se stessa, per portare sempre con se la speranza di una vita migliore e gioiosa.

Ironia della sorte, la Maga si accorse che non poteva tenere l'anello tutto per sè e, seppur riluttante, in una fredda notte senza luna prese il volo seduta sul proprio tappeto volante e lasciò cadere l'anello nel buio completo. Sua intenzione era che l'Anello dovesse cadere casualmente sulla terra e sperava che chi lo ritrovasse ne avesse cura, ricevendo in cambio speranza per il futuro.

L'Anello passò di mano in mano e fu sempre trattato bene: chi lo trovava riceveva in cambio la speranza di una vita migliore. Ma questo Anello nascondeva un grande segreto, un segreto profondo  che lo legava comunque e per sempre alla sua creatrice, ma nessuno se ne era mai accorto.
Successe, in una tempestosa sera invernale, che una Persona trovò casualmente l'Anello nel mezzo di una tempesta di neve: era brillante, luminoso e calzava perfettamente alle sue dita. La Persona fu molto esitante, pensò che l'Anello era troppo prezioso per essere stato così scioccamente smarrito e cercò un eventuale padrone. Passava il tempo, ma nessuno reclamava la proprietà dell'Anello e quindi
la Persona iniziò a beneficiare dei suoi effetti positivi.
La Persona era un essere umano come tanti, con i difetti e i pregi propri di un essere che cercava tutti i giorni il significato della propria esistenza su questa terra.

Un giorno la Persona dovette incontrare per affari un omino piccolo piccolo, che aveva una piccola vita, piccoli pensieri e piccole speranze, quindi per sentirsi grande frequentava i locali sfarzosi della Grande Città, dove incontrava omini piccoli come lui che, grazie all'unione, diventavano dei giganti.
Era tornato l'inverno e successe, un brutto giorno, che la Persona dovette accogliere l'omino piccolo piccolo in casa propria: in questo modo, l'omino vide l'anello e ammalliato dalla sua bellezza, lo rubò. La Persona ovviamente non si rassegnò subito a questa enorme perdita, ma sapeva che non sarebbe più tornato in possesso dell'Anello perché aveva scoperto il suo segreto: il sottile e invisibile legame tra l'Anello e la sua creatrice. Inoltre, solo la Persona aveva capito che l'Anello che dava speranza agli altri, nutriva speranze anche per la propria esistenza.

L'omino piccolo piccolo, come era nella sua natura, non capì la vera essenza di ciò che aveva rubato, limitandosi a esibire il gioiello come un trofeo quando si recava nella Grande Città. Per il resto, la sua vita e le sue speranze erano state sempre piccole come lui con la conseguenza di rimpicciolire anche le segrete speranze dell'Anello, del quale si persero quindi le tracce.
Si racconta che l'omino piccolo piccolo proseguì la sua piccola esistenza senza trarre giovamento alcuno dall'Anello, che tra l'altro teneva nascosto per paura che qualcuno potesse rubarglielo e visse per molti e molti anni ancora lamentandosi per nulla.
La Persona, persa ogni speranza nel futuro, non ebbe la stessa sorte.

postato da: Lorient alle ore 14:14 | Permalink | commenti
categoria:pensieri